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Il segreto per avere successo nel mondo del lavoro? Sognare in grande

Intervista a Donatella Lorato, Campus Leader alla European School of Economics di Milano

Nuovi manager crescono ed entrano nel mondo del lavoro. In un momento storico dominato dall’incertezza come quello attuale, quali sono le caratteristiche che un neolaureato deve avere per avere successo? Di questo e non solo abbiamo parlato con Donatella Lorato, Campus Leader alla European School of Economics di Milano, business school di impostazione anglosassone dove il ‘sogno’ è quanto di più reale ci sia e vige la certezza che sia in grado anche di cambiare le regole dell’economia.

In tutti questi anni a contatto con giovani che presto entreranno nel mondo del lavoro, quali sono le aspettative professionali delle nuove generazioni?
La parola guida è “disorientamento”: le nuove generazioni sono disorientate e non sanno come mettere a fuoco le loro aspettative. Anche le nuove professioni del digitale, che sembravano di facile raggiungimento, hanno un po’ perso il loro fascino. È maturata la convinzione che non basta avere voglia di arrivare e qualche idea innovativa: serve prepararsi, studiare e guardare lontano.

L’approccio formativo della European School of Economis è profondamente diverso da quello delle tradizionali università italiane. Quali sono le peculiarità che vi contraddistinguono?
Su questi presupposti si fondano i pilastri portanti di ESE: programmi di studio totalmente in lingua inglese validati dalla University of Chichester ( UK ); la possibilità di usufruire di una straordinaria esperienza intra-campus internazionale ( sei i centri tra cui scegliere: Milano, Firenze, Roma, Madrid, Londra e New York ); una Faculty internazionale composta da imprenditori e professionisti di vari settori; e ancora, stage curriculari in aziende leader a livello globale, che accompagnano lo studente verso il mondo del lavoro, anticipandone l’inserimento.

Sono ragazzi che si dovranno adattare a un mercato del lavoro in continua evoluzione. Tra creatività e conoscenza nozionistica è probabilmente più la prima a poter fare la differenza. Come si può insegnare o stimolare la creatività?
Stimolando la curiosità su più fronti, lontano da libri e percorsi strettamente accademici. Insegnando a guardare ogni cosa con occhi diversi, a sperimentare, rischiare, pensare sempre in grande perché nessun progetto è troppo ambizioso per essere realizzato.

Se dovesse elencare tre punti di forza dei giovani di oggi che potrebbero premiarli sul lavoro e tre debolezze che invece potrebbero boicottarli, quali sarebbero?
Dalla loro i ragazzi hanno la velocità nel comprendere i ritmi del mondo moderno, che diventa spirito di adattamento e flessibilità di pensiero. Gli stessi sono i punti deboli, tradotti in mancanza di focalizzazione e attenzione su ampia scala, che spesso li porta a disillusione e mancanza di determinazione legata ad essa.

C’è qualcosa che non si riesce a trasferire in un’aula ai ragazzi ma che dovrebbero assolutamente imparare per avere successo in quello che faranno?
In aula si può trasferire tutto, basta farlo con passione – che è l’elemento principale che conquista e che fa la differenza nell’apprendimento di ogni concetto, dalla banale nozione alla lezione di vita 

Chi si occupa di selezione di risorse umane su quali caratteristiche dovrebbe puntare per selezionare una giovane risorsa che può davvero brillare in un contesto lavorativo?
Sull’unicità: dal layout curato graficamente di un cv, al sorriso, postura, preparazione e originalità nelle risposte durante un colloquio. Insomma, l’esatto contrario delle leggi omologanti e standardizzate che guidano le selezioni oggi nella maggior parte dei casi 

Quali consigli si sente di dare a chi è al momento alla ricerca di lavoro?
Di fare approfondite ricerche di mercato per trovare nicchie inesplorate in termini di domanda e offerta. Solo così si può fare la differenza. E di sognare in grande, sempre.

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