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CCNL metalmeccanici: quali sono le proposte in vista del rinnovo?

I punti principali della proposta per il rinnovo del CCNL per i metalmeccanici, avanzata dai sindacati Fiom Cgil e Fim Cisl, includono la riduzione dell’orario di lavoro a 35 ore settimanali, maggiore flessibilità, un aumento salariale di 280 euro e la promozione di misure di welfare.

CCNL metalmeccanici: a chi si rivolge?

Il CCNL per i metalmeccanici, siglato nel 2021 e in vigore fino a fine 2024, è in fase di rinnovo. I principali sindacati, Fiom Cgil e Fim Cisl, hanno individuato alcuni punti per il rinnovo del contratto di lavoro per il periodo dal 1° luglio 2024 al 30 giugno 2027.

Esso si applica per le attività svolte in:

  • Stabilimenti dedicati alla produzione, progettazione, sviluppo e assistenza nel settore metalmeccanico e meccatronico, dove l’uso di metalli, semimetalli e materiali simili è significativo in termini di presenza, esclusività, predominanza o rilevanza quantitativa;
  • Impianti siderurgici;
  • Stabilimenti, unità di produzione e servizi tradizionalmente correlati all’industria metalmeccanica e meccatronica;
  • Unità di produzione, operazioni e servizi, nonché strutture di ricerca, progettazione e sviluppo che presentano connessioni di rilevanza significativa con il settore metalmeccanico e meccatronico, e alle imprese specializzate nella costruzione di impianti tecnologici, servizi di efficienza energetica ed ecologica, e nel facility management.

Secondo recenti dati Inps, il rinnovo contrattuale interessa oltre 1,5 milioni di lavoratori e lavoratrici in 30 mila aziende. Quest’ultime nel 2022 hanno contribuito all’8% del PIL italiano, rappresentando il 6,2% dell’occupazione totale e il 45% delle esportazioni nazionali. Nel settore manifatturiero, la metalmeccanica rappresenta quasi il 50% del valore aggiunto e il 44% dell’occupazione industriale.

Le principali iniziative per il rinnovo del CCNL

Il rinnovo del CCNL dei metalmeccanici prevede alcuni interventi che riguardano:

Aumento medio della retribuzione minima di 280 euro a regime (per il nuovo livello C3, precedentemente noto come 5° cat.). Si prevede un incremento dell’importo annuo dell’elemento di perequazione a 700 euro per i dipendenti di aziende prive di premi di risultato o voci retributive dalla contrattazione aziendale;

Riguardo al Welfare si propone un aumento dei flexible benefit “esentasse” a 250 euro, rispetto agli attuali 200 euro, e la creazione di una piattaforma nazionale unificata per il welfare nel settore metalmeccanico. Essa garantirebbe a tutti i dipendenti la possibilità di convertire il premio di risultato in benefici di welfare aziendale. Inoltre, si richiede un incremento delle risorse per potenziare il fondo sanitario complementare “Mèta Salute”, con un adeguamento graduale del contributo mensile aziendale di 4 euro per dipendente, e incentivi per coloro che aderiscono al fondo previdenziale “Cometa”;

Riduzione dell’orario lavorativo a 35 ore settimanali e adozione di forme di flessibilità come il telelavoro, il lavoro agile e simili. Si vuole dare maggiore spazio alle iniziative volte a conciliare la vita lavorativa con quella personale, includendo congedi parentali, smart working e l’assegnazione di permessi annuali retribuiti (PAR). L’idea è che tali permessi possano essere utilizzati anche per brevi periodi, sia per i lavoratori a giornata che per quelli con turni di lavoro, con possibilità di richiedere assistenza a figli minori, genitori anziani o familiari disabili con preavviso ridotto o addirittura nullo. Parlando di congedo parentale, si propone di integrare il trattamento economico attuale portando l’indennizzo al 100% del reddito per due mesi supplementari, estendendo così il beneficio attuale che copre l’80% – 60% del reddito.

Potenziamento delle politiche volte alla parità di genere, estendendo le disposizioni contrattuali a tutte le persone vittime di violenza di genere. Inoltre, si intende fornire formazione, informazione e sensibilizzazione specifiche sulle questioni riguardanti le molestie e la violenza di genere, con almeno due ore a carico dell’azienda.

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