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Work creep: in cosa consiste?

Work creep letteralmente significa lavoro strisciante. La sua nascita si fa risalire ad una ventina di anni fa e nell’attuale periodo post- pandemia risulta un fenomeno via via in crescita. In questo caso, il dipendente tende ad avere e riconoscere un’ eccessiva disponibilità lavorativa nei confronti del proprio datore di lavoro. Nell’articolo che segue analizzeremo insieme le caratteristiche principali del work creep.

Work creep: le sue caratteristiche

Il fenomeno del lavoro strisciante pone il suo accento in riferimento ad un determinato comportamento del dipendente. Quest’ultimo decide di farsi carico di sempre più mansioni, oneri  e responsabilità,  rimanendo in ufficio anche fino a tarda serata e aumentando, così, il proprio orario di lavoro rispetto a quanto concordato con il suo datore di lavoro.

Generalmente, il dipendente si rende disponibile oltre che nei confronti dei manager anche nei riguardi di possibili richieste da parte dei vari colleghi.  Detto ciò, arriviamo ad una caratteristica fondamentale del work creep, ovverosia, la disponibilità del lavoratore non risulta accompagnata da nessun aumento salariale o pagamento di straordinari. Il work creep risulta caratterizzato, quindi, dalla completa  spontaneità dell’interessato.

Quali le conseguenze per il lavoratore?

L’eccesso di responsabilità, di attività e mansioni può creare conseguenze non da poco nei confronti del lavoratore. Con il passar del tempo, infatti, le medesime azioni possono degenerare in un malessere psico -fisico del dipendente. Dare luogo a circostanze di stress e stati d’animo di tensione e sovraffaticamento sia fisico che mentale.

Di contro, il datore di lavoro dovrebbe fare attenzione al benessere psicologico dei propri lavoratori al fine di migliorare anche il rendimento della propria azienda sul mercato.

Quando alla volontà di assumere compiti aggiuntivi non corrispondono aumenti di stipendio né promozioni,  ciò tende inevitabilmente a creare una situazione di malessere lavorativo. Tale da incidere ancor di più sull’aspetto psicologico del dipendente. L’aumento esponenziale di oneri, compiti e orari crea, così, un stato d’animo particolarmente vulnerabile con livelli elevati di affaticamento e di stress.  

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