Cerca
Close this search box.

Il magazine per il mondo HR

di:  

Stress lavoro-correlato: cos’è e perché il datore può essere chiamato a risarcire i danni

Spesso definito con il termine anglosassone “burnout”, lo stress lavoro-correlato è una reazione psico-fisica molto più diffusa di quanto si possa immaginare. Come è possibile valutare il rischio di questo tipo di disturbo e quando il datore di lavoro può essere chiamato a rispondere del malessere dei propri dipendenti?

Rispetto alla stesura originaria, il D.lgs. 81/2008 (Testo unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro) nel 2010 è stato aggiornato con una ulteriore fattispecie di valutazione in merito al benessere del lavoratore, portando ad una visione più ampia del concetto di prevenzione. La salute, in pratica, è valutata quale stato di completo benessere fisico, mentale e sociale (articolo 2 del D.lgs. 81/2008).

Che cos’è lo stress lavoro-correlato? Chi può colpire?

Lo stress lavoro-correlato non è una malattia o una patologia ma è la risposta dell’individuo, come reazione psico-fisica, quando le esigenze professionali eccedono le capacità o le risorse disponibili per gestirle, oppure quando queste esigenze entrano in marcato conflitto con le proprie necessità personali.

Tra i principali elementi portatoti di stress possiamo considerare:

  • insicurezza lavorativa,
  • dinamiche organizzative e gestionali,
  • condizioni ambientali e fisiche (sul posto di lavoro),
  • carico e ritmo di lavoro imposti,
  • inadeguato equilibrio tra vita professionale e personale,
  • ecc.

Soggetti sottoposti a stress persistente sono a rischio di sviluppare disturbi sia a livello di salute fisica che mentale e possono presentare una maggiore propensione ad incidenti sul luogo di lavoro.

Come prevenire lo stress lavoro-correlato?

Lo stress lavoro-correlato è un tema estremamente complesso e richiede una attenta valutazione; infatti, ogni persona reagisce in modo diverso alle stesse situazioni e una stessa persona può reagire in maniera diversa di fronte medesime situazioni in momenti diversi della propria esistenza.

Lo stress lavoro-correlato può, ad esempio, essere gestito attraverso:

  • interventi di comunicazione diretti a chiarire gli obiettivi aziendali, i compiti e i ruoli di ogni lavoratore,
  • percorsi di formazione e informazione per dirigenti e lavoratori al fine di migliorare la consapevolezza e la comprensione delle possibili cause di stress.

Come si valuta il rischio da stress lavoro-correlato?

L’intero processo di valutazione del rischio stress lavoro-correlato riguarda il Datore di lavoro, che ha l’obbligo non delegabile della valutazione dei rischi, con la collaborazione obbligatoria del Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP), del Medico Competente, del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) e con il coinvolgimento di eventuali altre figure interne all’impresa.

Il datore risponde per i danni da stress da lavoro

La Cassazione con la sentenza numero 2084 del 19 gennaio 2024, ribadisce che la tutela della salute dei dipendenti non si limita alla sola prevenzione del mobbing o da altre condotte vessatorie ma si estende a tutte le situazioni di stress da lavoro.

Al datore, per essere considerato responsabile, basta l’adozione di comportamenti, che possano ledere la personalità morale del lavoratore, come, appunto, tollerare condizioni di lavoro stressogene, logoranti e produttive di ansia.

Il pregiudizio arrecato alla salute va risarcito.

CONDIVI QUESTO ARTICOLO!

Iscriviti alla newsletter

    La tua email *

    Numero di cellulare

    Nome *

    Cognome *

    *

    *

    Inserisci sotto il seguente codice: captcha