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Skill Mismatch: quanto è difficile trovare il candidato con le giuste competenze?

L’espressione Skill Mismatch rappresenta uno squilibrio tra le abilità ricercate dalle aziende e quelle concretamente in possesso dei candidati. E’ un fenomeno costantemente in crescita che coinvolge 1,3 miliardi di lavoratori nel mondo e capace di diminuire del 6% la produttività del lavoro globale. Boston Consulting Group ha condotto uno studio sul fenomeno. Cosa ha dimostrato il suo report?

La nozione di Skill Mismatch

Il termine Skill Mismatch letteralmente significa “discrepanza di abilità”. Questo divario si riferisce alle competenze di cui necessitano le aziende per un dato profilo lavorativo  e quelle effettivamente dimostrate e possedute dal lavoratore.

Il mercato del lavoro è conseguentemente soggetto a specifiche dinamiche. In particolare, si basa sull’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Questo incrocio è determinato dal numero dei posti di lavoro da occupare (domanda) e dalle persone interessate ad un’occupazione (offerta). Pertanto, i possibili dipendenti/lavoratori generano e rappresentano il così denominato, capitale umano.

La difficoltà dei datori di lavoro consiste proprio nell’inserire un lavoratore con  skill idonee per quella specifica e determinata posizione lavorativa. Ciò può determinare assunzioni con personale sottoqualificato o troppo qualificato, quindi con abilità che vadano oltre le competenze per quel determinato profilo lavorativo.

 Lo Studio di Boston Consulting Group

Un report condotto da Boston Consulting Group dimostra quanto le discrepanze di abilità incidano in maniera negativa sullo mondo del lavoro. Nel 2016 ha ridotto del 6%  la produzione del lavoro a livello globale e con un influenza e un effetto sul Pil mondiale pari a circa 5000 miliardi di dollari.

Il rapporto di Boston Consulting Group sottolinea, altresì, che lo Skill Mismacth rappresenta un fenomeno in crescita. Attualmente, le discrepanze di abilità si estendono a ben 1,3 miliardi di lavoratori, dato che si presuma possa crescere fino a 1,4 miliardi entro il 2030.

Diverse competenze professioni risultano, così, superate lasciando spazio a nuove abilità capaci di adeguarsi più facilmente ad un nuovo mercato del lavoro.

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