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Concorso dirigenti scolastici: in arrivo le quote blu per gli uomini

Il prossimo concorso per dirigenti scolastici introdurrà delle novità per bilanciare la rappresentatività di genere nella pubblica amministrazione e in particolare nella scuola dove la presenza femminile è in netta maggioranza. Come funzioneranno le “quote blu”?

Al via le quote blu per i concorsi da dirigente scolastico

Il nuovo concorso per dirigenti scolastici porta con sé importanti novità. L’articolo 10 del bando introduce le “quote blu” per gli uomini, con l’obiettivo di riequilibrare la disparità di genere tra insegnanti donne e insegnati maschi in Italia.

Questo cambiamento coinvolgerà quasi tutte le regioni della nostra Penisola: Abruzzo, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto. In Sardegna, Valle d’Aosta e Molise queste regole non saranno applicate.

In sintesi, se il divario tra insegnati donne e insegnati uomini supera il 30% in favore delle prime, durante le assunzioni si applicherà la preferenza per il genere meno rappresentato. Tale disposizione intende assicurare un titolo di preferenza al genere maschile, che negli ultimi anni è stato meno rappresentato nel settore dell’istruzione pubblica.

Scuola: la maggioranza degli insegnati è donna

Fino agli anni 2000, nelle scuole pubbliche due posti dirigenziali su tre erano occupati dagli uomini. Tuttavia, gli ultimi concorsi hanno invertito questa tendenza, facendo pendere il piatto della bilancia verso le colleghe donne.

Attualmente le donne, infatti, costituiscono circa l’80% dei dirigenti scolastici. Nel 2022, le docenti donne rappresentavano l’83% del totale degli insegnanti di ruolo e il 95% degli insegnanti nelle scuole elementari. Con l’introduzione del decreto legislativo di giugno, volto a riequilibrare la disparità di genere nella pubblica amministrazione, questo gap potrebbe ridimensionarsi.

In sintesi, il nuovo concorso per dirigenti scolastici mira a bilanciare la rappresentanza di genere nelle scuole italiane. L’effetto sarà visibile nelle graduatorie dove, in caso di parità, si darà priorità ai candidati maschi. Resta da vedere se questa nuova politica porterà a un effettivo cambiamento nella composizione dirigenziale delle scuole pubbliche.

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