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Benefit: i caffè omaggiati dall’azienda ai dipendenti fanno reddito?

Il caso di un’impresa americana che gestisce una caffetteria in Italia e offre ai propri dipendenti bevande e caffè omaggio ha sollevato un dubbio: questi benefit fanno reddito oppure no?

Ai sensi dell’articolo 49 del Tuir sono redditi di lavoro dipendente tutti i compensi in denaro e in natura derivanti da rapporti aventi per oggetto la prestazione di lavoro, svolta alle dipendenze e sotto la direzione di altri, qualunque sia la qualifica del lavoratore (operaio, impiegato, quadro, dirigente).

Il fatto

Un’impresa americana gestisce una caffetteria in Italia e fornisce ai propri collaboratori alcuni benefit. Ogni dipendente ha infatti diritto a una bevanda omaggio ogni giorno e a un pacchetto mensile di caffè.

In aggiunta, l’azienda offre sporadicamente articoli promozionali come tazze e spille personalizzate con il logo dell’azienda.

Lo scopo è promuovere una cultura aziendale dove il primo promotore dei valori dell’impresa, e con essi dei beni venduti e servizi prestati, è proprio il dipendente, rafforzando altresì il suo senso di appartenenza all’azienda stessa ed il relativo allineamento di interessi nei confronti del buon andamento dell’attività economica.

La posizione del Fisco

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito la propria posizione attraverso la risposta ad Interpello numero 89 del 11 aprile 2024 sottolineando che, secondo quanto disposto dall’articolo 51, primo comma, il reddito da lavoro subordinato include ogni somma o valore ottenuto a seguito del rapporto lavorativo, comprese le elargizioni liberali, a eccezione di quelle espressamente esentate come specificato in altri commi dello stesso articolo.

In aggiunta, il terzo comma delinea la non tassabilità di beni e servizi forniti gratuitamente ai lavoratori fino a un limite di 258,23 euro, cifra che per il 2024 è elevata a 1000 euro, o 2000 euro nel caso di figli a carico.

Nonostante queste erogazioni facciano parte della strategia di marketing dell’azienda e siano vantaggiose per il datore di lavoro, l’Agenzia sottolinea che si verifica comunque un beneficio economico per il dipendente.

Conclusioni

Secondo l’Agenzia quindi, i prodotti non possono essere considerati offerti unicamente per gli interessi del datore di lavoro, pertanto, se il valore dei beni omaggiati supera il limite stabilito dall’articolo 51, comma 3 del Tuir, questi costituiscono reddito di lavoro dipendente come beni in natura in capo ai lavoratori.

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