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L’attenzione alle persone: la sfida più grande per le aziende italiane nel 2022

Secondo una recente ricerca di SD Worx, in tutta Europa, e in particolare in Italia, la cura dei dipendenti sarà la priorità per le aziende nei prossimi 12 mesi

In un anno tutto può cambiare! L’anno scorso gli uffici HR delle aziende europee si occupavano principalmente ancora di attività operative: il calcolo e il pagamento delle buste paga e la gestione amministrativa dei dipendenti erano considerate le principali sfide. Quest’anno, il focus sarà più che mai sulle persone. I datori di lavoro in Europa, ma soprattutto in Italia, per l’anno che è appena iniziato considerano il benessere e la resilienza del personale la loro principale sfida HR.

“La pandemia ha avuto un serio impatto su come organizziamo il nostro lavoro. Per questo le aziende stanno investendo più tempo e sforzi nel loro asset più importante: le persone. Le aziende si dovranno prendere cura dei propri dipendenti in modo genuino, più che mai, e questa è la loro principale sfida per il prossimo anno”, ha dichiarato Federico Fedele, Direttore Generale di SD Worx, leader europeo nei servizi di gestione delle risorse umane e delle paghe, da qualche mese attivo anche in Italia.

A confermarlo i dati provenienti da uno studio annuale, “The Future of Work and People“, che SD Worx ha realizzato coinvolgendo più di 2700 responsabili HR e 5000 dipendenti in tutta Europa. “Le ricadute delle prime ondate di Covid e la successiva incertezza economica sono state affrontate. Ora è il momento di tornare a concentrarsi sulla crescita. E questo ispira le aziende a rimettere al centro il capitale più importante: le persone. Le 5 principali sfide HR, per quanto riguarda la metà delle aziende europee, riguardano la (ri)connessione con la forza lavoro e la sua responsabilizzazione: il benessere e la resilienza dei dipendenti, l’esperienza dei dipendenti nella relazione con l’azienda ed il loro grado di coinvolgimento, l’attrazione di nuovi talenti, l’occupabilità sostenibile, lo sviluppo dei talenti” ha affermato Federico Fedele che ha poi aggiunto: “L’Italia non fa eccezione: il benessere e la resilienza dei dipendenti sono al primo posto nella lista delle priorità”.

Lo studio sottolinea infatti che le aziende del nostro Paese mettono al primo posto delle sfide HR il benessere e la resilienza del personale, a seguire il coinvolgimento dei dipendenti e la loro esperienza con l’azienda; al terzo posto, l’organizzazione dello staff dell’ufficio HR. Le priorità però non sono uguali in Europa, per esempio le aziende francesi e belghe mettono al primo posto come attrarre e reclutare i nuovi talenti, quelle tedesche la sostenibilità, quelle scandinave il welfare e la resilienza delle persone.

Le differenze di sfide e le priorità raccontate nello studio non riguardano solo i paesi intervistati, ma anche la tipologia di aziende. Se si confrontano le piccole, medie e grandi aziende, vediamo alcune differenze sostanziali. Per esempio, l’occupabilità sostenibile dei dipendenti è una preoccupazione molto più sentita dalle piccole imprese. “Questo potrebbe essere spiegato dal fatto che ci sono meno opportunità di carriera (verticale) nelle PMI, perché l’organizzazione è più piccola e quindi c’è più sfida nel creare opzioni di sviluppo significative, compresi i movimenti di carriera orizzontali e diagonali”, dice Federico Fedele.

Solo il “benessere e la resilienza del personale” hanno un punteggio più alto nella lista delle sfide HR delle PMI. Nelle aziende più grandi, notiamo la stessa attenzione alle persone ma con un’enfasi diversa: anche in queste aziende, l’organizzazione dello smart working e del lavoro ibrido, e la fidelizzazione dei dipendenti entrano rientrano nelle 5 sfide top per l’HR, ma l’attrazione di nuovi talenti è un problema più urgente. “Nelle grandi aziende lo smart working è più usato quindi occorrono idee più nuove per mantenere i collaboratori, inoltre il turnover è più forte e questo spiega perché l’attrazione dei talenti è vista come una delle principali problematiche”, conclude Fedele.

Per mantenere il benessere dello staff e costruire resilienza organizzativa, le aziende italiane dovranno connettersi in modo più diretto e genuino con i propri collaboratori. E poiché questi ultimi vogliono prendere sempre più in mano la propria carriera e danno la priorità a un sano equilibrio tra lavoro e vita privata, la Direzione del Personale deve fare tutto il possibile per tenere il passo. 

Le aziende che riusciranno a mantenere i propri dipendenti in salute, felici e produttivi hanno in mano le chiavi di un successo a lungo termine e potranno fidelizzare i loro collaboratori più talentuosi.

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