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In Italia un’azienda su due punta su reskilling e benessere dei dipendenti

Le aziende italiane guardano con favore al reskilling e al benessere dei dipendenti: il 58% punta sulla promozione dei talenti e sulla formazione continua

Il mondo del lavoro e i suoi interpreti hanno iniziato a mettere la cura e il benessere dei dipendenti al centro dei programmi aziendali. Lo rivela lo studio Global Talent Trends 2021 di Mercer, condotto su oltre 7.300 senior executive, responsabili del personale e dipendenti di 44 Paesi. Lo studio evidenzia le tendenze del mondo del lavoro per il 2021 e gli investimenti delle aziende a livello globale. Il quadro emerso vede al centro dei piani aziendali il benessere sociale ed individuale, la formazione, l’inclusione e la valorizzazione dei talenti. In questo senso, l’Italia si attesta nelle prime posizioni per attività di reskilling e azioni volte al benessere dei dipendenti.

Infatti, circa un’azienda italiana su due (47%) ha intensificato i propri sforzi per la cura e il benessere delle persone durante le fasi di lockdown, oltre ad aver fornito supporto assistenziale e coperture sociosanitarie ai propri lavoratori. Il dato è decisamente migliore di altri paesi europei come Francia e Germania (rispettivamente al 10% e al 15%). Inoltre, il 48% dei responsabili HR intende avviare progetti di reskilling ed upskilling per i dipendenti. I programmi aziendali per il 2021 sono incentrati sulla reinvenzione del concetto di flessibilità (39%); sulla promozione dei talenti e la formazione continua (58%); sullo sviluppo di un sistema di mappatura delle competenze (32%). Oltre la metà delle aziende italiane (58%) ha dichiarato di aver intrapreso strategie di analisi dei dati volte al miglioramento dell’equità retributiva.

“La pandemia ha innescato un’irreversibile consapevolezza di maggiore vicinanza alle persone” ha commentato Marco Morelli, amministratore delegato di Mercer Italia. “Si apre una nuova stagione delle funzioni HR in cui assisteremo a una rivoluzione “gentile” a favore della persona. In cui gli imperativi saranno empatia, trasparenza, ascolto e sostenibilità socio-organizzativa. Un’azienda empatica e capace di trarre vantaggio dalla ricchezza, dalla molteplicità di idee e prospettive potrà fare del 2021 un anno di ripresa produttiva e di reinvenzione”.

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