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Cyber security e data privacy preoccupano gli HR Manager

Il rischio cyber security e data privacy è al primo posto a livello globale, insieme a obsolescenza della tecnologia HR e impatto dell’AI e dell’automatizzazione

Il rischio cyber security e data privacy sta preoccupando gli addetti del comparto HR di tutto il mondo. È quanto emerso dall’ultimo report di Mercer Marsh Benefits, People Risk, condotto su circa 2.600 professionisti di 25 paesi del mondo, che operano nel settore delle risorse umane e del risk management. Lo studio ha considerato cinque tipologie di rischio diverse: Health and Safety; Governance and Financial; Accelerated Digitization; Talent Practices; Environmental and Social. Dal report si evince la necessità di una maggiore collaborazione tra funzioni HR e risk management.

Il rischio cybersecurity e data privacy figura al primo posto nella classifica globale, europea e italiana. In Italia, questa tipologia di rischio è accompagnata dall’obsolescenza della tecnologia a disposizione dell’HR e dall’impatto dell’Intelligenza Artificiale e dell’automatizzazione. A livello globale, i rischi collegati all’incremento della digitalizzazione si confermano ai primi posti, occupando tre delle prime cinque posizioni.

Il 97% degli intervistati considera i rischi legati alla categoria Health and Safety una seria minaccia per il business aziendale. La categoria Health and Safety comprende tematiche come la salute mentale, il workforce exhaustion e il benessere dei dipendenti. Il 92% degli intervistati intende investire in quest’ambito nei prossimi 5 anni, mentre il 50% è intenzionato a farlo nei prossimi due.

Il rischio Governance and Financial è visto come una minaccia dall’80% del campione, mentre soltanto il 75% considera un pericolo il rischio Environmental and Social. Inoltre, il 40% degli intervistati ha dichiarato che la propria azienda non sta facendo abbastanza per la gestione dei rischi legati a Diversity, Equity & Inclusion.

In Italia, i principali ostacoli alla riduzione dei rischi people riguardano l’incapacità organizzativa e la mancanza generale di visione e strategia. “Creare sinergie tra le migliori metodologie disponibili in materia di risk management e la funzione HR abilita un approccio realmente integrato e coerente alla gestione dei rischi people” ha spiegato Andrea Bono, Ceo di Marsh Italia ed Eastern Mediterranean Region. “Abbattere alcuni silos ancora oggi esistenti consentirà anche di investire meglio in competenze e profili necessari ad anticipare diverse categorie di rischi, come quello legato alla digitalizzazione, su cui la strada da fare è ancora lunga”.

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