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Gestione del personale: come sarà l’HR Manager del futuro?

Uno studio realizzato dagli studenti della LIUC Business School ha evidenziato alcuni interessati cambiamenti per il settore delle risorse umane a seguito dell’esplosione della pandemia da covid19

Digitalizzazione, processi smart e miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori. Sono questi gli elementi che emergono da uno studio, realizzato durante il lock down, dagli studenti del Master in Human Resources Management & Organizational Learning della LIUC Business School. Si tratta di un sondaggio che ha coinvolto gli HR Manager di diverse aziende sparse su tutto il territorio nazionale, in particolare in Lombardia. Lo studio riguarda alcune tematiche, come lo smart working, la selezione e la formazione del personale e gli impatti che la pandemia da covid19 ha avuto su di essi.

Nello specifico, dall’analisi è emerso che durante il lock down il 97% degli intervistati ha sfruttato lo smart working. Circa la metà del campione interrogato (44%) si è dichiarato soddisfatto, mentre il 37% si è dichiarato molto soddisfatto. Per il 50% degli HR Manager lo smart working resterà un perno nella vita aziendale. Tra le potenzialità individuate dagli intervistati compare l’ottimizzazione dei tempi legati agli spostamenti con conseguente riduzione dei costi (60%), l’aumento della produttività (58%), il miglioramento delle condizioni di vita (45%) e il miglioramento dell’engagement e del senso di responsabilità individuale (60%).

In merito alla selezione del personale, il 59% dei professionisti ha dichiarato che in futuro si preferiranno i colloqui on line. Tuttavia, alcuni di essi lamentano l’impossibilità di valutare la comunicazione non verbale e para verbale del candidato e la perdita d’empatia. Digitalizzazione è la parola d’ordine anche per quanto riguarda l’attività formativa: per il 56% degli HR Manager la formazione tradizionale verrà via via sostituita da quella on line.

“L’HR Manager del futuro” ha detto il Direttore del Master, Daniela Mazzara “dovrà essere un attivatore della digitalizzazione ed essere quindi in grado di rivedere i processi di organizzazione del lavoro, con una forte spinta verso l’informatizzazione. Inoltre, dovrà essere un agente di cambiamento e aiutare l’azienda a riconoscere il nuovo contesto in cui si muove, promuovendo modalità di lavoro agili e cavalcare il cambiamento con successo. Infine, dovrà avere un ruolo politico cruciale e diventerà l’interlocutore aziendale ideale per favorire un clima di fiducia e favorevole alle attività e agli obiettivi aziendali”.

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