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Dal distanziamento alla sperequazione sociale. Perché l’isolamento rende peggiore e più difficile il lavoro dei manager

Intervista a Roberto Castaldo CEO & Founder 4 MAN Consulting, che ha analizzato gli effetti emotivi e sociali di questo isolamento sociale tramite una ricerca condotta su 500 manager

La pandemia da coronavirus ha profondamente modificato le nostre relazioni sociali. Il distanziamento sociale, le mascherine, la chiusura dei luoghi di aggregazione, sono solo alcune delle misure che hanno rivoluzionato la nostra vita quotidiana, creando profondi disagi in moltissime persone. Ma qual è l’effetto di tali misure a livello lavorativo? Quali sono le conseguenze su coloro che ricoprono posizioni di vertice?

Ne abbiamo parlato con Roberto Castaldo, CEO e Founder di 4 MAN Consulting, società di consulenza aziendale specializzata in performance management, che con il suo Centro Studi Performance ha approfondito queste tematiche tramite una ricerca condotta su 500 manager.

Quali sono i principali risultati che emergono dalla vostra ricerca? 
C’è un diffuso senso di incertezza, una sensazione costante che finisce nel trasformarsi in qualcosa di molto concreto, sia nei comportamenti professionali, sia nelle relazioni private. L’essere umano dovrebbe vivere di umanità e invece, con il bombardamento mediatico ricevuto sull’importanza del distanziamento sociale, siamo andati verso una sperequazione sociale, quando invece avevamo solo bisogno di distanziamento spaziale 

L’isolamento sociale come ha inciso sulle performance e sul contesto lavorativo?
Le persone oggi sono diventate maggiormente dispersive, perché l’assenza di interazioni sociali e, contemporaneamente, il cambio di ambiente lavorativo, che diventa “non professionale”, le ha portate a impiegare maggior tempo nella gestione dei task.
Come cita Jim Rohn, siamo la media delle 5 persone che frequentiamo di più. Se a casa siamo costretti a gestire il tempo degli affari domestici e la dad dei figli, ai nostri tempi operativi dobbiamo aggiungere i tempi degli altri, e questo porta ad una inevitabile deconcentrazione, distorcendo tempo e performance.

L’attuale situazione, stando ai risultati del vostro studio, ha generato anche delle ripercussioni sullo stato di salute fisico e mentale dei lavoratori? Quali sono le principali problematiche riscontrate?
Lo stato di generale incertezza ha demotivato le persone, che hanno riscontrato un incremento di emicrania e altri sintomi legati all’isolamento. Questo va ad aggiungersi a un generale senso di tristezza per la mancanza di interazione con le persone care e il divieto di dedicarsi a cose piacevoli e gioiose. Chi più, chi meno, tutti noi stiamo accusando gli effetti di queste restrizioni.

Parlando di prospettive, quali sono invece le principali preoccupazioni e i timori esternati dai manager coinvolti nella ricerca?
Una su tutti quella legata alla ripresa economica, che vedrà oltre il 40% delle aziende avere grossi problemi di liquidità fino a dover licenziare personale e, nelle peggiori delle ipotesi, pensare di chiudere definitivamente.
Alcuni manager, però, vanno in controtendenza: per alcuni di loro la pandemia e i passati lockdown potrebbero aprire alla possibilità di velocizzare i processi di chance management, un’opportunità per riposizionare le loro professionalità o il proprio business in settori ad altra crescita

Per far fronte alla situazione il Centro Studi Performance di 4 MAN Consulting suggerisce di modificare la routine in 10 semplici step. Ci può spiegare meglio in cosa consiste questo piano di azione?
Tutto nasce dal principio secondo il quale la motivazione si basa sul sentirsi utili. Pertanto, una buona attività di goal setting (settaggio e pianificazione degli obiettivi) che focalizza l’attenzione su ciò che è completamente sotto il nostro controllo, trasformando gli obiettivi risultato (obiettivi il cui successo non dipende solo da noi) in obiettivi processo (il cui successo è tutto sotto il nostro diretto controllo) porta il nostro cervello a recuperare quella motivazione endogena che è alla base della performance, che non può mai prescindere da un buono stato di equilibrio nel riconoscimento ed utilizzo delle emozioni.
I 10 punti sono frutto dell’osservazione di circa 100 manager ed imprenditori che stanno seguendo i nostri programmi formativi da marzo ad oggi ed hanno mantenuto ottimi livelli di performance che si sono tradotti, nell’ 80% dei casi in incremento anche dei ricavi 

La vostra ricerca è incentrata sul mondo dei manager, ma i vostri suggerimenti sembrano validi a tutti i livelli ed in tutti i contesti. Possiamo quindi parlare di un vademecum universale per affrontare, almeno dal punto di vista lavorativo, gli effetti di questa pandemia?
Assolutamente sì, nella nostra Performance Academy il percorso didattico è potenziato da attività di business team coaching, con il quale abbiamo continuato ad affiancare le pmi con attività di consulenza, formazione e coaching da remoto. Questo vademecum è un processo dinamico che si può modulare in funzione delle esigenza, ma i 10 punti hanno riscontrato per il 100 dei partecipanti, facilità nell’utilizzo ed ottimi riscontri su umore e performance.

Di seguito i 10 step per modificare la propria routine proposti dal Centro Studi Performance di 4 MAN Consulting

Coltiva o inizia un hobby: è importante che tu senta di avere una vita stimolante extra lavoro. Fai qualcosa che ami o, se non hai mai avuto il tempo per un hobby (o meglio, pensi di non averne mai avuto) inizia ora. Suona uno strumento, fai attività fisica, giardinaggio, cucina, dipingi, leggi o qualsiasi altra cosa tu voglia.

Regola dei 21 minuti: so già che non ci crederai, eppure questo semplice metodo cambierà in meglio la tua giornata. Alterna 21 minuti di lavoro a 21 di pausa. Scoprirai che liberare la mente e rilassarsi ti renderà molto più concentrato e, quindi, produttivo.

Fai una videochiamata al giorno: anche se solo virtualmente, mantieni i rapporti sociali con le persone per te importanti. E non basta un rapido messaggio in chat, fai una video chiamata e ritrova la bellezza di guardarsi negli occhi e vedere le espressioni dell’altra persona, magari mentre sorseggiate insieme una tisana rilassante o un buon bicchiere di vino.

Leggi, aggiornati e trova ispirazione: se credi di non avere più idee o non sai come affrontare i problemi, lasciati ispirare da colleghi o esperti in altri campi. Una buona idea può essere l’iscrizione al One Minute Club, una libreria digitale con oltre 150 abstract di libri, dai quali poter imparare anche molte nozioni di management, coaching e neuroscienze.

Crea delle to-do list flessibili: scrivi su una lista le cose che vorresti fare durante i vari giorni della settimana. Usa dei colori diversi per indicare l’urgenza di ogni attività, dividendole tra prioritarie, da fare entro domani e rinviabili.

Cura la postazione di lavoro: scegli una seduta comoda ergonomica, con un cuscino che ti aiuti a mantenere la giusta postura, e una pedana per poggiare i piedi. Verifica anche che ci sia un’illuminazione adeguata e qualche elemento piacevole, come un bel quadro, una pianta o delle fotografie personali.

Fai degli esercizi di respirazione: queste tecniche garantiscono una migliore ossigenazione all’organismo, aiutano a calmare stati di agitazione e regalano una sensazione di benessere quasi istantanea.

Cambia il tuo look: taglia o tingi i capelli, compra capi di abbigliamento nuovi e diversi dal solito. Ti aiuterà a sentirti diverso ogni volta che ti guardi allo specchio, come se il tuo aspetto fisico rispecchiasse il tuo nuovo inizio o un te diverso.

Condividi i tuoi pensieri e paure con qualcuno: che si tratti di un amico, un estraneo con il quale si sta chiacchierando casualmente o, magari, uno specialista, dire ad alta voce come ti senti ti farà sentire meglio. L’ignoto spaventa sempre, e questo vale anche per i sentimenti. Se restano dentro, senza avere un nome o una forma, spaventano ancora di più.

Concentrati su ciò che è sotto il tuo controllo: la motivazione si basa sul sentirsi utili. Sposta il focus su ciò che dipende solo da te completa i tuoi task e premiati. Bisogna creare metodo e routine per superare la paura dell’incognito. Prepararsi e sempre meglio che preoccuparsi!

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