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Carriera e retribuzioni: il gender gap nel settore vinicolo

Una ricerca sulle donne che lavorano nel settore vinicolo ha evidenziato il divario di genere su carriera e retribuzioni

Stipendi inferiori (nonostante il livello di responsabilità), minori possibilità di carriera in alcuni ambiti e zero aiuti sul fronte vita-lavoro. È questo il quadro emerso da una ricerca, presentata al forum Wine2Wine all’interno del Vinitaly Special Edition, sulla disparità di genere nel settore vinicolo. Lo studio, il primo in Italia in ambito donne-vino, ha coinvolto 58 cantine italiane, suddivise tra Nord, Centro e Isole. Oltre al gap tra uomini e donne, in 8 cantine sono emersi episodi di intimidazione, abuso o violenza femminile. Un aspetto grave, inaccettabile, che evidenzia ancora una volta quanto il Paese debba lavorare per ridurre la violenza di genere.

Entrando nello specifico della ricerca, dai dati emersi dallo studio si evidenzia che le donne nel settore vinicolo svolgono principalmente attività di agriturismo e ristorazione (80%). A seguire, attività di amministrazione e risorse umane (64%) e commerciale, comunicazione e marketing (76%). Nettamente inferiore la presenza femminile in vigna e in cantina (rispettivamente il 10% e il 17%). Nella lista delle funzioni dove le donne occupano un ruolo di responsabilità, al primo posto l’area commerciale, comunicazione e marketing (76%). Seguono l’area amministrazione e risorse umane (72%) e l’area agriturismo e ristorazione (46%). In 25 cantine su 58 (circa la metà) il ruolo di amministratore delegato è ricoperto da una donna.

Il rovescio della medaglia però, è che all’aumento della responsabilità non ne consegue il giusto trattamento economico. Nella fascia di retribuzione sopra i 2.500 euro al mese le donne sono il 2%, mentre gli uomini il 5%. Sopra i 3.000 euro mensili, gli uomini sono l’8 per cento, mentre le donne sono il 2%. Anche dal punto di vista della conciliazione vita-lavoro la situazione non è rosea. Il 7,6% delle donne lascia il posto, rinuncia a un avanzamento di carriera o richiede il part time dopo la nascita di un figlio. Il 100% delle cantine dichiara che non ci sono scuole per l’infanzia nei pressi dell’azienda, mentre il 47% non ha policy specifiche per il congedo parentale.

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